La statua venne costruita da Chares di Lindo, scolaro di Lisippo. Dopo che venne eretta il vocabolo "kolossos" indicò solo le statue di grandissime dimensioni ed essa venne annoverata tra le sette meraviglie del mondo. L'iscrizione dedicatoria è conservata nelle fonti scritte e forse anche si può ricostruir l'epigramma dell'artista. La costruzione dell'opera durò dodici anni, sicchè si può pensare che l'opera fu dedicata nel 290 a.C. a Helios.Pare che essa fu elevata sotto Seleuco Nicatore, data che non sposta tale cronologia.
Dal racconto di Filone di Bisanzio riguardante la costruzione della statua, si apprende che essa era alta 32 metri e che l'artista, dopo aver infisso solidamente con grossi perni di ferro i piedi di bronzo della statua in una base di marmo, elevò il resto del corpo a strati avendo cura di preparare, nell'interno della statua, un'intelaiatura di ferro, formata da barre orizzontali e di montanti, che seguivano la forma della statua e che erano fissati con perni alle pareti di essa.
In Italia associamo la sua immagine alla vicinanza dei papaveri e ai campi di grano , da dove emerge per quel suo colore azzurro – cielo ; ha petali leggeri e frastagliati con una loro signorilità . c’è chi gli attribuisce il significato di leggerezzama , poiché in oriente assume la dicitura di “erba degli incantesimi” si preferisce talvolta ricordarlo come simbolo della speranza per una felicità d’amore .
L'amore è dolce, intenso e triste. È dolce scoprirlo... è intenso viverlo... è triste perderlo...
Uccelli di rovo
Un uccello canta una sola volta nella vita , ma quando lascia il nido cerca disperatamente un grande rovo , e non trova riposo finchè non l'abbia trovato, e solo allora lui canta più soavemente di ogni altra creatura , e cantando si precipita sulla spina più lunga e affilata del rovo. Mentre sta morendo , vince il tormento atroce della sua agonia , superando nella melodia l'allodola, e l'usignolo. L'uccello di rovo sacrifica la sua vita per cantare una sola volta , ma il mondo intero si ferma e tace per ascoltarlo, e Dio sorride lassù in paradiso.
Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah. Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei.
Per non dimenticare:
chi dimentica la storia è condannata a riviverla
«Io so cosa vuol dire non tornare, / e attraverso il filo spinato / ho visto il sole scendere e morire, / ho sentito lacerarmi la carne / le parole del vecchio profeta…».
Primo Levi
Preghiera di un prigioniero ignoto del lagher di Ravensbruck
Signore , ricorda non solo gli uomini e le donne di buona volontà . Ma non ricordare tutte le sofferenze che ci anno inflitto ; ricorda invece i frutti che abbiamo dato grazie a questa sofferenza : la solidarietà , la lealtà , l’umiltà , il coraggio , la generosità , la grandezza di cuore che è nata da tutto questo , e quando verranno a te per essere giudicati , fa che i nostri frutti siano il loro perdono .
Il mio cammino è iniziato con tanta curiosità ed anche col desiderio di conoscere persone nuove .
So cosa vuol dire nella vita di tutti i giorni, sentirsi spesso solo, avere voglia di condividere con glialtri stati d'animo e sensazioni e vi posso assicurare che la solitudine puo' distruggere l'anima .
Se posso , mi permetto di offrire un consiglio:
chi ha la possibilità di non rimanere solo, non abbia dubbi e capiscail grande tesoro che possiede ...
Qui nel web
ho fatto tante nuove amicizie non avrei mai pensato di avere in due anni, così tante persone con le quali parlare, scherzare e aiutarci reciprocamente ...
voglio dire a tutti voi
Grazie!
...per avermi accettato,per avere apprezzato i miei lavori grafici,
per avermi trasmesso stima e tanto affetto..
Sono felice di ospitarvi nella mia dimora piena di cimeli e ricordi della vecchia era
La Befana è una vecchietta che vola su una scopa; porta uno scialle sulla testa e i suoi abiti scuri sono strappati e sporchi di fuliggine, perché per entrare nelle case si cala giù dal camino. Questa vecchina, la notte del 5 Gennaio, quando le persone dormono, porta doni ai bambini: bambole, macchinine, libri, giochi vari e dolciumi. Se qualcuno è stato disubbidiente, troverà carbone, cenere, cipolle, aglio. Una settimana prima della festa, i bambini cercano di fare i "buoni" e la sera prima preparano la calza appesa al camino e vanno a letto presto.
Sono emozionati, curiosi di vedere il loro regalo, ansiosi per l'arrivo della Befana e talvolta, un po' impauriti.
Il giorno della festa sono allegri, contenti del regalo ricevuto o un po' delusi perché non sono stati accontentati e per il carbone che nelle calze non manca mai.
Molti bambini credono che la Befana sia la moglie di Babbo Natale e che abiti al Polo Sud, mentre il marito vive al Polo Nord. Babbo Natale non sempre riesce ad accontentare i desideri dei bambini e a questo cerca di rimediare la Befana.
Qualche bambino pensa che la Befana esista veramente, cerca di immaginarla e la aspetta con ansia; alcuni non ci credono e pensano che sia la mamma a mettere i regali nelle calze, però fanno finta di non saperlo. Nel nostro paese, l'Amministrazione Comunale ogni anno organizza una piccola festa: una signora vestita da Befana distribuisce a tutti i bambini un pacco di cioccolatini, caramelle, quaderni, matite, penne e gomme.
LA LEGGENDA DELLA BEFANA
Un giorno, i Re Magi partirono carichi di doni (oro, incenso e mirra) per Gesù Bambino.
Attraversarono molti paesi guidati da una stella, e in ogni luogo in cui passavano, gli abitanti accorrevano per conoscerli e unirsi a loro.
Ci fu solamente una vecchietta che in un primo tempo voleva andare, ma all’ultimo minuto cambiò idea, rifiutandosi di seguirli.
Il giorno dopo, pentita, cercò di raggiungere i Re Magi, che però erano già troppo lontani.
Per questo la vecchina non vide Gesù Bambino, né quella volta né mai.
Da allora ella, nella notte fra il cinque e il sei Gennaio, volando su una scopa con un sacco sulle spalle, passa per le case a portare ai bambini buoni i doni che non ha dato a Gesù.
RICERCHE SULLA FESTA DELLA BEFANA
La Befana si festeggia il giorno dell’Epifania, una festa religiosa che ricorre il sei Gennaio e ricorda la visita dei Re Magi a Gesù Bambino.
Tre re, Melchiorre, Baldassarre e Gaspare, partirono da paesi diversi, forse la Nubia, la Godolia e Tharsis, per portare doni a Gesù: oro, incenso e mirra.
Si incontrarono vicino a Gerusalemme e, pur parlando lingue diverse, si compresero e si accorsero di avere la stessa meta; così proseguirono il viaggio insieme.
Giunti alla grotta offrirono a Gesù i loro doni, lo adorarono e ripartirono.
DOVE E QUANDO E’ NATA LA BEFANA
Non si sa in quale città o regione italiana sia "nata" la Befana, ma di essa si è incominciato a parlare nel milleduecento.
Da allora, questa festa è diventata una delle più importanti e attese dai bambini.
La Befana è una vecchietta brutta e arcigna che intimorisce i bambini e nello stesso tempo è una vecchietta di buon cuore che porta doni ai bambini buoni.
Forse, la vecchietta rappresenta l’anno vecchio che, dopo le feste del periodo natalizio, se ne va lasciando dei doni.
A questo proposito esiste ancora un detto:
"L’Epifania tutte le feste porta via".
PERCHE' SI CHIAMA BEFANA
Il suo nome deriva da Epifania, trasformato poi in "Beffania" per ricordare la "Strega di Beffania" che volava sui tetti delle case in quella notte. Col passare del tempo perse le lettere "f" ed "i" e diventò Befana.
LA BEFANA AL TEMPO DEI NONNI
Al tempo dei nostri nonni nelle case si aspettava la Befana appendendo al camino una calza di lana fatta a mano con i ferri dalle mamme o dalle nonne. Essi, da piccoli, credevano molto alla Befana; le scrivevano una lettera esprimendo i loro desideri che, per lo più, non venivano esauditi perché c'era molta povertà. Quando arrivavano i doni della Befana, tutti i bambini erano molto contenti perché era l'unica festa in cui ricevevano dolciumi.
Nella calza i bambini trovavano poca roba: qualche mandarino, caramelle di orzo fatte in casa, castagne, noci e lupini; essi sapevano che dovevano essere buoni almeno due mesi prima della festività, altrimenti avrebbero ricevuto carbone, cenere, cipolla, aglio e carote.
Nella calza non si trovavano giocattoli, se non bamboline di stoffa cucite dalle mamme o dalle nonne. Non si preparavano piatti particolari in quel giorno, ma in alcune famiglie ci si riuniva per mangiare castagne, noci e frittelle. In occasione di questa festa, in alcuni paesi venivano dati dei buoni alle famiglie più bisognose per prendere le cose più necessarie, come pane, pasta, zucchero,..
Desidero fare gli auguridi Buone Feste a tutti i miei compagni di viaggio che in questo Secondo anno di blog anno condiviso con me gioie e soprattutto dolori…. amici veri , buoni , sensibili , belli , fraterni , e chi più ne ha più ne metta
Grazie…vi voglio un mondo di bene
Auguri a.....
Streghaia ,Sofia , Gigi , Gabry Babelle , LucciolaBella , Lele , Zio Orso ,Vale , Alba , Luis , Asia ,Skarry ,Makika , Zio Nemo , Fata Della Fantasia , Mai , Giusy , Fata Ambrosia , Harielle , Flowerita , Jackerina , Lory , Giò , Marina ,Marzia , Lia , Nikky , Liu Jo , Graziano , Mary-fiore di loto , Angelo blu-Albanuova ,Daniele ,Zabbry , Lamù , Rita ,Heleonorah , Capo , TrottolaMagica , Lanterna verde.
Se manca qualcuno mi scuso con loro se non li ho citati....ma forse non ho avuto modo di conoscere perchè è passato solo per un saluto o per un Voto oppure non passa da me da molto tempo o ha chiuso il blog per varie ragioni .........
Anch'io partecipo al quilt natale 2006
By Silvy e Angela
Insieme per un Augurio sincero
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Il regalo di Asia per me di Natale
Grazie di cuore mia cara amica
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Il regalo di Vale per me di Natale sono lusingato grazie molto carissima